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Camera con vista: just a blog

STEVEN SPIELBERG AT VITERBO

Steven Spielberg: cosa non può fare quell’uomo con una telecamera e una buona sceneggiatura in mano? Ebbene, sembra proprio che, dopo sopralluoghi durati un paio di mesi, il grande regista abbia deciso di girare alcune scene del suo prossimo film, The Kidnapping of Edgardo Mortara, proprio nella nostra Viterbo.

Niente di veramente insolito, intendiamoci. Viterbo (ci pare di averlo già scritto in questo blog) è apparsa a molti grandi registri uno sfondo ideale per i loro film: Fellini, Welles, Pasolini, Monicelli, Sorrentino. Di Viterbo si può farne quello che si vuole con la fantasia, facoltà dell’anima che attecchisce così bene nelle porosità del suo venerabile peperino. Si può cercare di cogliere la fissità solenne e, insieme, un po’ fragile della suo Medioevo, vi
si può evocare la malinconica frivolezza etrusca, si può chiederle di essere una provincia italiana qualunque o, all’opposto, di essere un posto inconfondibile in cui chiunque vorrebbe passare il resto della propria vita, si può invecchiarla e si può ringiovanirla, si può ingrandirla e si può rimpicciolirla, si può esaltarla e si può lasciarla sullo sfondo. Fatta forse eccezione per certi film di fantascienza, Viterbo è un’attrice versatile che non disdegna né i
ruoli drammatici né quelli comici, né il cinema impegnato né quello d’evasione.

Però, Spielberg… No, dico, vi rendete conto? Spielberg!

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